Cenni Storici su Stresa

Ricerca svolta degli alunni delle classi terze
Scuola elementare "Fogazzaro" di Stresa
anno scolastico
1996 - 1997


ORIGINE DEL SUO NOME

Il nome di Stresa apparve per la prima volta scritto
su una carta di vendita del 15 gennaio dell'anno
998 come "STRIXSYA".
In altre carte posteriori è "STREXIA", più tardi "STREXA"

Poi "STRESIA" ed in ultimo "STRESA" che le rimase costante.

Il suo nome deriva dall'estendersi del suo "fondo" in lunghezza a guisa di striscia e
deriva dall'antico teutonico o longobardo "STRICH" che, applicato in nomi di luoghi
significa appunto una linea alquanto estesa di terra.


COMUNE DI STRESA: LA SUA STORIA

Il suo abitato, dai tempi remotissimi, era presso il colle.
Scese poi gradatamente verso la sponda, in modo particolare quando
venne percorsa dalla maestosa Strada del Sempione all'inizio
del secolo scorso; si estende ora anche in pianura.
E' tradizione del luogo che essa fosse attraversata da una
strada Romana, ancora oggi chiamata "Strada Romana", la via che dalla piazzetta
S.Michele porta al Vignolo, ove si collega con l'attuale strada del Sempione, girando sotto
l'altura, ove esisteva il castello Visconteo.
Il terreno è di origine alluvionale e si va estendendo per il lento lavoro dei secoli a causa dei torrenti
in mezzo ai quali si trova.
A levante vi è la regione detta del "Castello", a ponente è separata dal territorio di Carciano
dal torrente Roddo.
Il torrente Crée divide Stresa in due parti che vennero chiamate dai feudatari, ai quali furono affidati,
"Stresa Visconti" e "Stresa Borromeo".
Da qui la denominazione di "Mezza Stresa" data all'una e all'altra delle due parti.
Oggi il Crèe non si vede più, in quanto, per ragioni di igiene e di decoro,
venne coperto e trasformato in sede stradale.

VEDUTA DELL'ISOLA BELLA


STEMMA DEL COMUNE DI STRESA

Fu progettato nel 1914.
Si tratta di uno scudo argenteo che presenta,
sul campo destro, la metà Arma di Novara, una croce rossa;
nel campo sinistro, figurano le tre fasce ondeggianti azzurre,
che significano i tre maggiori torrenti che scorrono nel territorio:
Il Roddo, il Vignolo, il Crée.
Quindi l'omaggio a Novara da un lato e il significato "locale" dall' altro.
Lo stemma è sormontato da una corona turrita
che indica città o luogo fortificato, cinto da mura e da torri.
Stresa se, data la sua posizione e la sua modesta importanza
non ebbe difesa da mura e da torri, ebbe però un castello
Visconteo e fu sede di Castellani.

UN ALTRO STEMMA DI STRESA

Si tratta di uno scudo "spaccato" o "troncato"
con un falcetto in campo azzurro
( che ricorda il bel lago ) e rosso.
Fra le tradizioni paesane vi é quella dei soprannomi
attribuiti agli abitanti dei paesi del lago e del Vergante.
Gli Stresiani furono conosciuti quali "FALCITT",
da quell'arnese d'acciaio a forma di falce
leggermente lunata che serve a svariati usi campestri,
specialmente per la potatura.
Ancor oggi, nella tradizione carnevalesca stresiana,
apre il corteo dei carri RE FALCETT.

NOTIZIE STORICHE SUL LAGO MAGGIORE

La regione del lago Maggiore era già abitata in tempi preistorici
come testimoniano numerosi ritrovamenti fra i quali i più noti
sono quelli del lago di Varesedi Golasecca, del Varesotto
e del Locarnese, risalenti, in gran parte, all'età del bronzo e del ferro.
In queste zone si fermarono, più o meno a lungo, secondo ipotesi
variamente probabili, i Liguri e i Galli.
Verso il III secolo a. Cr. sopravvennero i Romani che, faticosamente
si imposero solo verso il II secolo a. Cr.
I Romani bonificarono terre, aprirono strade e fondarono borgate per
difendersi contro i barbari.
Il lago, chiamato allora Verbanus (Verbano), ebbe ad Angera
e a Locarno i suoi centri militari e commerciali più importanti;
già in quei tempi, infatti, gli scambi tra le rive opposte erano attivi.
Il Verbano fu compreso nella "XI Regio Transpadana Augustea"
con capitale Milano.
La strada romana, tracciata circa nell'anno 80 d. C., saliva
dalla pianura verso il nord delle Alpi e passava per Arona
Daniente, Levo, Romanico, Baveno, Oltrefiume, Feriolo
dove si divideva in due direzioni: una per l'Ossola, l'altra giungeva
a Intra attraverso il ponte di Cossogno.
Dal III secolo si diffuse il Cristianesimo, per opera dei santi Barnaba
Lorenzo, Gaudenzio e Giulio di Orta.

LA VILLA DUCALE O VILLA BOLONGARO:
CENTRO INTERNAZIONALE
DI STUDI ROSMINIANI

Verso l'anno 1770 la villa sul lungo lago fu
costruita per ordine di Giacomo Filippo
Bolongaro, ritornato
dalla Germania, dove si era arricchito con il commercio.
Anna Maria Bolongaro, ultima erede della
famiglia, donna pia e benefica, dopo aver fatto
costruire un ospizio per i poveri e stipendiato
un medico perchè curasse chi non poteva
pagare, ottenne di aprire, nello stesso palazzo
una farmacia ed un ufficio postale.
Invitò inoltre il Rosmini ad istituire la prima
scuola elementare maschile che fu affidata ai
Rosminiani e per la conseguente stima che
ebbe nei suoi confronti, gli lasciò, alla sua morte
avvenuta nel 1848, la proprietà della casa.
Qui Rosmini trascorse gli ultimi anni della sua
vita, ricevette ospiti illustri quali
Manzoni e Cavour e
morì il 1° Luglio 1855.
Dopo la sua morte, la villa venne venduta alla duchessa di Genova, Elisabetta di Sassonia,
sposa di Ferdinando, duca di Genova e secondogenito del re Carlo Alberto, e
madre di Margherita, regina d'Italia: da qui il nome di Villa Ducale, con cui é comunemente conosciuta.
La villa divenne la sua residenza estiva per oltre 50 anni, fino alla sua morte avvenuta nel 1912.
Nel 1942 i Rosminiani la riacquistarono e dal 1966 é sede del Centro Internazionale Studi Rosminiani,
che accoglie la grande biblioteca ed il museo storico di Antonio Rosmini;
inoltre é sede di approfondimento e diffusione del pensiero di Antonio Rosmini attraverso
pubblicazioni e convegni.

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